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Sequestrati oltre 15 mila accessori per la telefonia contraffatti, due denunciati

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La Guardia di Finanza di Forlì, nell’ambito di due operazioni di servizio collegate, ha sequestrato più di 15mila accessori per la telefonia recanti un noto brand contraffatto e oltre 3mila altri articoli posti in vendita in violazione delle norme del codice del consumo.

L’operazione - che rientra nei dispositivi per la repressione dei traffici illeciti di natura economica e finanziaria messi a punto dal Comando Provinciale forlivese per contrastare la diffusione di prodotti non conformi agli standard di sicurezza e impedire il commercio di articoli contraffatti o non genuini - è stata eseguita a Forlì ed è poi proseguita in altra regione, con l’obiettivo di contribuire a garantire una protezione efficace dei consumatori e un mercato competitivo.

Nel dettaglio, i militari del Gruppo di Forlì hanno eseguito un primo intervento in un emporio di Forlì gestito da un commerciante di origine cinese, presso cui sono stati sequestrati oltre 3 mila prodotti di cartoleria risultati non conformi alla normativa vigente in quanto privi delle previste indicazioni merceologiche, nonché una quarantina di cosmetici contenenti una sostanza utilizzata come componente odorosa, la cui commercializzazione è stata, tuttavia, vietata dal 1° marzo 2022 dalla Commissione Europea per la sua possibile tossicità.

Nel corso dello stesso intervento i Finanzieri hanno poi rinvenuto una ottantina di accessori per la telefonia, tra cui cuffie wireless, cinturini per smartwatch e caricabatterie, recanti i marchi «di forma» di una nota azienda multinazionale leader del settore, in relazione alla cui illecita commercializzazione le Fiamme Gialle hanno richiesto ed ottenuto dalla locale Procura della Repubblica una specifica delega d’indagini per ricostruire la filiera distributiva.

Per queste ragioni, i militari romagnoli hanno successivamente bussato alle porte di un’impresa lombarda, anche questa gestita da soggetti di etnia orientale ed attiva nel settore del commercio all’ingrosso di apparecchi telefonici, presso cui sono stati sequestrati oltre 15 mila analoghi accessori imitanti i più noti modelli del mercato statunitense del valore complessivo di circa 60mila euro.

I due imprenditori sinici sono stati, pertanto, denunciati alle competenti Procure della Repubblica per i reati di commercio di prodotti con segni falsi e di ricettazione; il primo è stato deferito anche per l’ipotesi contravvenzionale relativa alla non conformità dei cosmetici commercializzati, oltreché segnalato alla Camera di Commercio per la violazione delle norme previste dal «Codice del consumo» e la definizione delle connesse sanzioni amministrative, che prevedono pene pecuniarie anche fino a 25.800 euro.

In ossequio al principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza delle suddette persone sottoposte ad indagine in relazione alle rispettive vicende sarà, tuttavia, definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.

I controlli posti in essere dalla Guardia di Finanza per combattere la contraffazione - vero e proprio moltiplicatore di illegalità - mirano ad impedire che siano alimentati i circuiti sommersi del lavoro nero, dell’evasione fiscale, del riciclaggio, della criminalità organizzata.

Del pari, contrastare la diffusione di prodotti non conformi rispetto agli standard di sicurezza contribuisce a garantire una protezione efficace dei consumatori e un mercato competitivo ove gli operatori economici onesti possano beneficiare di condizioni eque di concorrenza.

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Questo è un articolo pubblicato il 22-03-2024 alle 09:52 sul giornale del 23 marzo 2024 - 16 letture






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