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Lotta alla contraffazione, sequestrati oltre 8 mila prodotti di cancelleria e casalinghi

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La Guardia di Finanza di Forlì-Cesena, nell’ambito di distinte attività di servizio condotte lo scorso fine settimana sul territorio della provincia per contrastare la contraffazione, tutelare il made in Italy e garantire la sicurezza dei prodotti, ha sequestrato quasi 9 mila articoli recanti marchi contraffatti o posti in vendita in violazione delle norme previste dal codice del consumo e denunciato alla competente Autorità Giudiziaria tre persone per i reati di commercio di prodotti con segni falsi e di ricettazione; due di esse sono state anche segnalate alle competenti Autorità amministrative per l’irrogazione delle previste sanzioni amministrative.

L’operazione - disposta dal Comando Provinciale forlivese - per contrastare la diffusione di prodotti non conformi agli standard di sicurezza e per impedire il commercio di articoli contraffatti o non genuini, è stata eseguita in diverse località della provincia con l’obiettivo di contribuire a garantire una protezione efficace dei consumatori e un mercato competitivo.

Nel dettaglio, i militari del Gruppo di Forlì hanno sequestrato, presso un esercizio commerciale cittadino, oltre 8 mila prodotti di cancelleria e casalinghi posti in vendita in violazione del codice del consumo e della normativa a tutela della salubrità degli alimenti e 32 mazzi di carte di un noto gioco da tavolo per la famiglia. Il titolare del negozio è stato denunciato alla locale Procura della Repubblica per i reati di commercio di prodotti con segni falsi e di ricettazione; lo stesso è stato anche segnalato alla locale Camera di Commercio per l’applicazione delle previste sanzioni amministrative.

Le Fiamme Gialle di Cesena, invece, hanno proceduto al sequestro di oltre 60 capi d’abbigliamento contraffatti (tra felpe e t-shirt) presso un magazzino al dettaglio della stessa città; anche in questo caso una persona è stata deferita alla competente Autorità Giudiziaria per i reati di commercio di prodotti con segni falsi, frode nell’esercizio del commercio e ricettazione. Lo stesso soggetto si è reso responsabile, altresì, della commercializzazione di articoli di abbigliamento non conformi al codice del consumo e, conseguentemente, è stato anch’egli segnalato alla Camera di Commercio per l’irrogazione delle correlate sanzioni pecuniarie.

A Cesenatico, infine, i Finanzieri della Tenenza hanno sequestrato oltre 200 capi contraffatti (fra t-shirt e marsupi) all’interno di un esercizio commerciale, denunciando alla Magistratura una persona per i medesimi reati di commercio di prodotti con segni falsi e di ricettazione.

Si sottolinea che, per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte ad indagini in relazione alle vicende dianzi menzionate sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.

Contrastare efficacemente la contraffazione vuol dire salvaguardare il tessuto produttivo italiano, particolarmente esposto agli effetti dannosi dell’industria del falso, creare le condizioni per rafforzare la competitività delle aziende italiane ed evitare perdite di gettito fiscale che si traducono in una diminuzione della crescita del Paese e in una riduzione dei servizi pubblici per i cittadini.

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Questo è un articolo pubblicato il 11-10-2022 alle 11:18 sul giornale del 12 ottobre 2022 - 50 letture






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